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:..Il vino e la sua simbologia

Nella cultura europea il vino ha sempre avuto molte interpretazioni simboliche. Il vino, per il suo colore, è generalmente associato al sangue ed è, perciò, bevanda di vita e immortalità: questo è anche il significato presente nel discorso dell’Ultima Cena di Gesù e che viene ricelebrato nell’Eucarestia durante la Messa.

Oltre ai significati legati alla sfera della spiritualità, il vino a spesso assunto valori simbolici nelle relazioni sociali. Festeggiare insieme comporta spesso anche bere insieme: infatti nelle canzoni popolari festa e vino sono strettamente correlati, talvolta ricordando anche le conseguenze delle bevute L’acqua fa male / il vino fa cantare / il vino della festa/ la fa girar la testa.

Agli ospiti che arrivano al podere il capoccia offriva da bere e per lo più un bicchiere di Vin Santo per mostrare la propria abilità enologica. Offrire da bere è un gesto che va oltre il dovere dell’ospitalità, è un atto con cui si riconosce l’altro come simile a sé e questo viene sottolineato attraverso il consumo comunitario della stessa bevanda.

:..Il fiasco

museo del vino e della vite vino in chianti chianti, montespertoli museo in chianti


Con ogni probabilità il fiasco in vetro risale al XIV secolo. Sono le fonti letterarie e iconografiche a menzionare il fiasco.

Due novelle del Decamerone di Giovanni Boccaccio, scritto tra il 1349 e il 1353, fanno riferimento al fiasco come recipiente idoneo per contenere “vino vermiglio”, alimento calorico e salutare, capace di donare, se assunto nella giusta quantità, salute ed energia.

Anche le più antiche testimonianze figurative relative al fiasco risalgono alla metà del XIV secolo e illustrano recipienti di piccole dimensioni, ricoperti con cordicelle di erba palustre intrecciata, comunemente chiamata sala o schiancia.

Erano i fiascai, maestri vetrai specializzati in quel settore, a realizzare, con la canna da soffio e senza l’ausilio di stampi, i fiaschi, successivamente ricoperti “con la vesta” da lavoratori diversi che operavano nella stessa fornace. La figura della donna che rivestiva i fiaschi, all’interno della vetreria ma più spesso al proprio domicilio, comunemente nota come fiascaia, risale al XVII secolo, anche se l’occupazione si diffuse a partire dal XIX secolo, in concomitanza con il progressivo miglioramento della produzione vinicola e la conseguente maggiore richiesta di fiaschi impagliati.

Tra la metà del XIX secolo e l’inizio del XX secolo erano in uso vari modi per disporre l’impagliatura che differenziavano altrettanti modelli di fiaschi, utilizzati per diverse qualità di vino o destinati a mercati lontani dal luogo di produzione. Il fiasco più comune, munito di strisce di sala disposte in senso verticale, detto “uso Chianti”, era adoperato per imbottigliare vino da tavola di rapido consumo, mentre il fiasco “Toscanello”, che conteneva vino di migliore qualità, destinato a compiere viaggi più lunghi, era caratterizzato da un rivestimento più robusto e di migliore qualità.

Nella prime metà del Novecento i fiaschi destinati all’esportazione del vino, all’estero e nelle colonie italiane, o esposti in occasione di mostre vinicole, furono decorati con bande verticali di colore verde e rosso che inneggiavano alla bandiera italiana.

Il fiasco ha continuato a lungo ad essere il naturale contenitore di vino toscano, sin quando le sofisticazioni enologiche ne hanno compromesso l’immagine. E’ stato degradato a contenitore per vini di modesta qualità e rivestito con guaine di plastica dozzinale e poco estetiche. Per i vini di qualità si è preferito la bottiglia bordolese, più economica e facile da trasportare.

:..Il vino e la filatelia

filatelia vinoNel 1976, in occasione della XVIII Festa del Vino, un gruppo di appassionati filatelici, riuniti nel “Circolo Filatelico Montespertoli”, ha predisposto un annullo speciale, autorizzato dall’Ente Poste Italiane, per sottolineare l’importanza della Festa del Vino di Montespertoli e per segnarla anche nell’ambito della filatelia.

Da allora, tutti gli anni, in occasione della festa, viene riproposto l’annullo che è giunto così, nel 2003 alla 28° edizione.

La tiratura è limitata a 120 esemplari e l’annullo postale comprende due cartoline, una busta e una cartolina postale.

La serie di cartoline esposte ha come oggetto vari momenti della viticoltura e della vinificazione e ne costituisce una piccola antologia grafica.