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:..Montespertoli: il borgo, il territorio e le persone

Collocato a 258 metri sul livello del mare, lungo uno dei crinali collinari che, orientati parallelamente all’Appennino, dividono la Valdelsa dalla Valdipesa, Montespertoli si presenta oggi come un paese moderno dove un occhio non allenato stenta a rintracciare i rari segni del passato.

I documenti più antichi finora conosciuti relativi a Montespertoli sono alcuni rogiti conservati perso la Badia di Passignano datati all’ultimo decennio del 1100. Strettamente connesso con le vicende della vicina Pieve di San Pietro a Mercato, il borgo di Montespertoli deve la sua tipologia insediativi principalmente a tre cause che hanno marcato profondamente il suo sviluppo storico e architettonico.

La presenza di una strada – la Volterrana, destinata a collegare la città di Firenze con il mare.

Il secondo fattore è certamente da ravvisare nella relativa vicinanza dei confini di due importanti stati regionali della Toscana medievale e cioè Pisa e Siena.

Ultimo fattore è la relativa vicinanza di Montespertoli alla città di Firenze; questo si traduceva nella possibilità di usufruire di un grande mercato urbano dove poter vendere e acquistare merci e con la forte presenza sul territorio di Montespertoli della grande aristocrazia terriera fiorentina costituita da famiglie quali i Guicciardini, i Frescobaldi, gli Acciaioli, i Rucellai, gli Strozzi, i Barbadori.

Fin dalla seconda metà del Trecento, infatti, queste famiglie investirono capitali nell’acquisto sempre più ingente di terre poi messe a coltura; fra Trecento e Quattrocento si assiste a un notevole allargamento dei terreni coltivati a vite.

La presenza della via Volterrana fu certamente la causa dello spostamento, alla fine del Trecento, dell’importante mercato settimanale che si teneva presso la vicina Pieve di San Pietro.

L’importanza commerciale e politica assunta dal borgo a scapito della pieve si realizzò completamente nel 1500, quando anche la sede della Podesteria fu spostata nel paese. Se ben poco sappiamo circa la storia del borgo vecchio di Montespertoli, il buio si fa quasi totale se rivolgiamo la nostra attenzione a chi quel borgo lo abitava .

E quel pochissimo ci parla ancora di famiglie originarie della città fiorentina , semmai trasferitesi in campagna seppur saltuariamente, per meglio amministrare le proprietà. I Monaldi sono uno dei pochissimi esempi conosciuti.

Nel XVII secolo risultano residenti nel borgo di Montespertoli e proprietari di terre sparse nella campagna.

Nell’attuale Piazza Machiavelli è ancora riconoscibile lo stemma in pietra della famiglia apposto su quello che prima era il loro palazzo.

Da capoluogo di Podesteria fra Settecento e Ottocento, Montespertoli, con l’unità d’Italia divenne capoluogo di Comunità.

Anche la sua economia ha subito i drastici mutamenti imposti dall’industrializzazione del secondo dopoguerra. Basata fino al 1960 quasi esclusivamente sull’agricoltura, vede oggi un discreto sviluppo dell’artigianato e della piccola impresa (laterizi, terrecotte, vetro, ecc…).

Notevole lo sviluppo negli ultimi dieci anni del settore agrituristico nella campagna circostante l’abitato.

:..Montespertoli: le coltivazioni

Nel territorio di Montespertoli è tradizionale la coltivazione della vite e dell’olivo.

La cura dei coltivatori e il clima assicurano da sempre un’elevata qualità dei prodotti finali di queste colture, in particolare il vino e l’olio.

L’olivo, più sensibile della vite, è sempre stato impiantato sulle zone sommatali dei versanti dove i suoli sono più asciutti e meno frequenti sono i ritorni di freddo.

Ai vigneti sono state riservate le altre superfici, spesso inadeguate dal punto di vista podologico. L’impulso alla coltivazione della vite verificatosi negli anni Novanta ha interessato nuove aree, spesso scarsamente votate alla viticoltura.

Nell’anno 2000, dei circa 1790 ha di vigneto specializzato presenti sul territorio, il 95% si trova su suoli sviluppatasi da depositi pliocenici, quelli che necessitano delle maggiori attenzioni al fine di non provocare perdita di fertilità, scadimento della qualità, insorgenza di malattie non controllabili e instabilità dei versanti.